Cross Country

Nel 1999 iniziavo a Volare in Parapendio.. esperienza che poi avrebbe condizionato fisicamente, emotivamente e professionalmente il corso della mia vita, emozioni davvero incredibili, fantastiche, ben oltre le mie stesse aspettative; potevo realmente percorrere tanti km volando con vele sempre più performanti ed efficienti, al passo con l’aumento della mia esperienza, ciò mi coinvolgeva in un crescendo di entusiasmo e fame di cielo, di volo di CROSS COUNTRY.

Ogni volta poi, che riuscivo a completare quello che era “un bel Cross”

che poteva durare anche diverse ore.. non senza difficolta s’intende;

 ma quando gli sforzi e la tenacia diventavano punti di forza, se ci si metteva anche la giornata BUONA ed un po di Fortuna: ne usciva il “GRAN VOLO”

il “GRAN VOLO” si!   …quello vero, quello forte, quello duro, quello che quando rientri bisogna festeggiarlo con gli altri Amici Volatori, quello che per giorni ti lascia sul viso un sorriso ebete. e ti fa sentire un campione anche se i campioni sono ben altro….

Beh quella sensazione l’ho vissuta tante e tante volte.

Lasciarle sfumare e sbiadire nel dimenticatoio non era cosa buona e dopo i primi voli fuori dal nido ( piccoli cross ),

inizio a scrivere quelle fantastiche esperienze, 

sicuramente la Fortuna ha avuto un ruolo fondamentale, tanto che oggi di Voli da raccontare ne ho parecchi!

Oggi dopo mesi di insistenze da parte del mio Amico “Gian” ( Webmaster e scrittore ),

inizio a pubblicare quelle meravigliose esperienze di Voli in  Parapendio, esperienze uniche anche quando il Cross, Il Volo lo vivi in compagnia o addirittura in Tandem.

Prossimamente inserirò anche alcuni voli di Cross importanti anche di alcuni Amici che come me poi hanno voluto scrivere per non dimenticare.

Il primo Volo di Cross che ho deciso di pubblicare e uno di quelli che proprio non mi aspettavo: era il 24 Marzo 2002 ed era la domenica delle Palme.

Andai in volo per provare l’efficacia della telecamera che aveva un ingombro davvero notevole e pesava un paio di Kg. e mi ritrovai a vivere uno dei Voli più memorabili di sempre! con quote fino a 3130m di altitudine raggiunta e 88km percorsi,

con temperature ben sotto lo zero termico. il tutto durò 3ore e 15 minuti. 

Intitolai quel volo ” Cross Paolino Andata e Ritorno dalla Val Vestino”

Dedicai quel volo al mio Amico Paulì, che per problemi di salute in quel periodo aveva dovuto smettere di volare, con l’augurio di poter presto ricominciare e…… Ricomincio!

Winny

 

Cross: “Paolino”….

Andata e ritorno dalla val Vestino

Domenica 24 marzo 2002

Ore 12.15: sono in decollo alla Est della Maddalena, pronto a decollare; ho sistemato anche la videocamera sull’imbrago, spero non mi dia problemi di manovrabilità. Accendo il vario, mi ricontrollo l’imbragatura e sono pronto, gonfio la vela ma una folata me la sposta sulla sinistra e sono costretto a riprovare, ripeto il gonfiaggio ma, fortunatamente, chi mi sta controllando si accorge che qualcosa non va e grida: “al nodo”! Era un rametto incastrato tra i cordini, me lo tolgono. Ora la vela è a posto e riesco a decollare.

Praticamente già da subito inizio a prendere quota: 900-1000-1100 metri; ma, tanto velocemente salgo, tanto velocemente un minuto dopo ho perso tutto e mi ritrovo a 800 metri

a ricominciare tutto da capo.

Riprendo a girare , mi trovo anche faccia a faccia con Panny che ha “beccato”, non vuol mollare un cm e mi punta dritto, costringendomi ad una forte virata per evitare la collisione, lui non fa una piega…

Ma oggi la fortuna è dalla mia e dopo 5 minuti sono lassù a 1700m, solo il Roman ha “beccato”meglio di me ed è gia partito per il suo Cross diretto verso il monte Magno , lo osservo per un po’, ma poco dopo lo vedo perdere quota , le condizioni sono iniziate da poco e ci sono evidentemente molti buchi ma decido ugualmente di partire per il mio cross sfruttando però una via più dinamica: rimango attaccato ancora per un po’ alle sottane della Maddalena, poi mi dirigo verso il Dragoncello, ma ci arrivo basso e vedo il Roman che ha fatto un recupero eccezionale e s’è portato più o meno a 2000m, comincio a capire che ce ne sarà per tutti! Infatti il Dragoncello mi riporta a 1500m, trampolino di lancio per il monte Ucia che mi lancerà poi fino a 2470m facendomi annullare il mio precedente record

( 2200m un anno fa con l’epsilon2).

Ormai credo di poter arrivare a Barghe in planata, ma non è cosi; prima di Odolo ho già perso più di 1000m ma la termica delle ferriere mi riporta a 1800m e posso proseguire.

Scavalco il monte Poffe con 1100m in forte discendenza e, sopra l’atterraggio di Barghe, sono a meno di 900m, spero ormai che il monte Colmo mi dia una mano…. Mi avvicino e lui che vuole bene a tutti mi tende la mano e mi riporta in quota.

Nel frattempo i ragazzi della casina sul monte Colmo mi hanno visto arrivare e iniziano a stendere le vele,

Macho è il primo a decollare e si porta là dove m’ ha visto prendere quota ed inizia a salire come un missile.

Io a 1600m ho deciso di proseguire verso il lago d’ Idro , ma come pensavo dietro il monte Colmo mi aspetta una forte discendenza che non mi molla fino sopra Crone….. penso ormai che dovrò atterrare lì, ma come gli arrivo sopra trovo una termica gigantesca: è ovunque!!! +4 +5 +8 : non so, il mio il mio vario oltre +5m/sec. non dice… fischia solo! In pochi minuti mi ritrovo a non più dover decidere se stare a destra o a sinistra del lago d’Idro , perché ci sono sopra a ben oltre 2500m, allora ci sto in mezzo fino in Vesta, quando mi accorgo che sulla mia sinistra poco più avanti c’è un altro laghetto … tra il lago d’Idro e il grande lago di Garda, che ho visto per tutto il viaggio alla mia destra.

Io pensavo fosse il lago di Ledro, ma mi sbagliavo alla grande… era il laghetto formato dalla diga di val Vestino . Cerco di arrivarci sopra, tanto con la quota che ho non mi preoccupo, vado dove voglio… ( è un modo di dire…) ma da un po’ sto osservando i cumuli altissimi sopra di me che molto velocemente si spostano verso Sud. Che strano… tutto il viaggio m’ha spinto una deriva abbastanza forte da Est!!!

Cerco di gustarmi quello splendido panorama con le Alpi ancora innevate e i 3 laghi sotto di me , è indescrivibile! Quando però un’altra enorme termica mi fa suo, accidenti! Non posso credere a tanta manna che oggi mi arriva dal cielo e mi porta a 3130m, ma a quella quota sono entrato in pieno nella corrente di Nord

Vedo lentamente che il laghetto si allontana da me come pure le favolose creste innevate .

E’ come se Dio avesse deciso per me e mi avesse detto:” BENE! Ora si torna a casa!”.

Già … solo l’idea mi esaltava ma cercavo di non perdere la concentrazione, la videocamera era scarica già da un po’ ed io cominciavo a non connettere più, l’imbrago m’aveva dato problemi fin dall’inizio, le mani e i piedi erano congelati e mi facevano male, li sbattevo di tanto in tanto per riprendermi ma non bastava, tra l’altro avevo fame, non avevo pranzato,

ero disidratato, ( avevo dimenticato l’acqua) ed ero già in aria da quasi 3 ore.

Ma se volevo arrivare ne avevo ancora per un bel po’ . Ero ancora a 3000m quando sono arrivato sopra Salò – Gavardo ed avrei voluto tirare uno stallo fino in terra, ma ormai vedevo bene la Maddalena e la voglia di arrivare era veramente tanta, tra l’altro non accennavo a perdere quota, così ho tirato giù le orecchie e lo speed al massimo anche se le gambe mi facevano molto male, ho stretto i denti e ho continuato per la via di casa, non potevo mollare adesso che già distinguevo il decollo Est dell’amata Maddalena.

Avevo ancora più di 2000m quando sono passato sul decollo Est. Ho tirato dritto attraversando la val Carrobbio che, come immaginavo, mi avrebbe dato un po’ di “pappine” ma mi avrebbe fatto smaltire un po’ di quota.

Sopra il decollo Sud avevo ancora 1200m, ma ormai mi sentivo a casa, distinguevo già alcune vele in atterraggio, avevo voglia di abbracciare qualcuno, volevo ridere, volevo piangere e magari fare pipì e fumarmi una sigaretta.

Avrei potuto, a quel punto, tirare una vite fino in terra, giusto per smaltire gli ultimi

700-800m ma non me la sentivo proprio e non ho mollato le orecchie fino al momento dell’atterraggio: ero stanco… non avevo mai fatto voli così lunghi, nè ero stato mai al di sopra dei 2200m in volo.

Sono atterrato alle 15,30 dopo 3ore e 15min. di volo, stanchissimo e congelato,

MA CE L’ HO FATTA!!!,

Subito tutti gli Amici volatili si sono avvicinati a me, quasi non ci credevo neppure io,

Pauli’ mi ha abbracciato per primo istintivamente,

poi anche tutti gli altri si congratulavano, non sapevo che dire, in fondo io ci ho messo solo un po’ di tenacia, ma chi sta nei cieli da sempre e la fortuna ( tanta fortuna ) hanno fatto tutto il resto.

Dedico questo volo a “Pauli'”, che tu possa presto tornare a volare con noi!

Voglio ringraziare: Tiziano (il maestro), Ale (il guru) e Pauli x l’abbraccio vero!

Winny6

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *