Cross Ice

Cross Ice

1-Febbraio-2003

Un’altra tacca sulla mia pistola…, Un altro cross da ricordare…,

.. non per la distanza ma per il periodo: nel pieno dell’inverno, una delle giornate più belle e più gelide dell’anno ed anche per la fortuna, ancora una volta al mio fianco e sopra di me.

 

hp photosmart 720

Inizia male tanto che non si capisce neppure da che parte sia meglio decollare, perché il vento in un primo momento è da sud, ed al Pignoli c’è il Ivan il “Botta“ pronto a decollare con il mitico Paulì che lo assiste, ma è una falsa e deve riprovarci da capo.

Il vento si è girato da ovest e schiaccia i fumi sopra la città, non è un buon segno ma scendiamo comunque al decollo ovest, dove alcune vele erano già stese e le vediamo decollare.. poco dopo hanno già guadagnato100-200m sopra il decollo. Bisogna far presto per cogliere le condizioni in aumento della giornata!

Non fumo neppure la sigaretta pre-volo e via!, 5 min. dopo sto già decollando,

( ore 12,35 circa ) . (( è quasi un mese che non volo con la mia vela.. un po’ per il tempo, un po’ per il ginocchio che mi fa male da quando 15 giorni fa decollando con un passeggero poco attivo in fase di decollo, ho sbattuto il ginocchio su un sasso, e mi duole ancora)).

I primi minuti fatico … (come al solito) a guadagnare qualche metro, ma poi +1 +2m/sec. inizio gradualmente a salire, qualcuno già alto tenta di spostarsi verso nord.

Sopra di me; 200-300m. ci sono Pinto e Paolone che salgono dal tornantino, sono I Draghi del volo libero e volano da che il parapendio esiste…

Io invece sono sopra le antenne 20 minuti dopo ho raggiunto e superato la loro quota, (solo fortuna momentanea…) siamo circa a 1500m., mi hanno visto ed in un minuto sono lì, come vecchi lupi di mare (anche se siamo coetanei..)… a loro non sfugge nulla e si inseriscono nella mia termica (che evidentemente spinge di più), sono velocissimi, e dopo un momento +\- a 1700m. partono verso S.Onofrio, io voglio tenere ancora un poco, io non ho ne la loro velocità ne la loro esperienza.

Spostandomi a est, raggiungo quota 1850m. Ed a quel punto, mi dirigo deciso ad est.

So bene che sarà una planata da lì in poi, ma ho una bella quota e per essere il primo cross dell’anno, è anche troppo bello, poi il freddo inizia ad essere insopportabile, fatico a muovere le dita delle mani che mi fanno già molto male, lascio i comandi ed abbasso le braccia per scaldare le dita che sono ormai bianche e gelate, mentre mi dirigo verso la cava piatta, dopo qualche minuto sento le mani bruciare per la ripresa della circolazione del sangue, tenendole basse si stanno riprendendo ma i dolori sono veramente forti, e non posso volare cosi per molto anche se ho una bella quota ed a quella quota ci sono circa –15 gradi, non ho neppure indossato il sottocasco ed ho i muscoli della faccia tiratissimi, ma questo è sopportabile….

Il primo tratto, quasi fino alla cava perdo poco, -0,5m./s , ma l’ultimo pezzo è in sottovento, infatti è da nord-est e sono in netta discendenza: -3-5 , accelero e raggiungo la cava con 1200m. di quota; a nord di essa stacca una termica che mi rende 200-300m. poi più niente…allora senza tentennare più di tanto, parto alla volta di Mazzano, ma niente, cambio direzione: Ponte S. Marco, ( dovrei arrivarci in planata), punto una serie di capannoni che, a rigor di logica, se qualcosa c’è me lo daranno loro. Ci arrivo dunque con meno di 400m. e, come immaginavo, anche se con difficoltà e per via dei venti che, a guardare i fumi schiacciati in ogni direzione, non ci si capisce nulla… però la prevalenza è da nord, dopo qualche minuto di insistenza riesco a tornare attorno ai 900-1000m. di quota.

A questo punto Bedizzole è la mia prossima tappa, ma purtroppo ci arrivo molto molto basso e mi preparo all’atterraggio, tra il cimitero di Bedizzole che sorvolo basso ed il paese, vedo un bel campo, ma è seminato e già germogliato di fresco, lì vicino ce n’è un altro: è più piccolo ed incolto… per me è più che sufficiente, ho solo 60-70m. da terra, … è giunto il momento di testare il funzionamento della mia ultima invenzione, che ho chiamato salvavertebre: una specie di manica vento portatile che, lanciandola si auto-monta per effetto elastico diventando una specie di lancia sulla cui cima sono fissati dei nastrini colorati, che mi indicheranno la direzione del vento quindi la direzione migliore per atterrare in sicurezza… allora mi porto al centro del campo e la lancio….. ok! Si è piantata, ora devo impostare la direzione per l’atterraggio, il vento lì è ancora ovest, mi sposto ad est, quando riprendo a sentire qualche timido beep del mio variometro …. Boh…

VA BEH!!! L’assenza di quota m’ha ridato un po’ di calore, e galleggiando me la gioco un po’ prima di atterrare. Ma con discreto stupore i beep vanno aumentando e piano piano riprendo a salire 300-400-500-800m. … qui penso alla mia manica vento, che aimè ho già lanciato, maaa… quando mi ricapita… con questa quota potrei già passare dall’altra parte del paese ma voglio tenere questa termica finché ce n’è, ed ora, mi trovo proprio sopra la piazza di Bedizzole, la gente col naso per aria e qualcuno che mi saluta… (è bello!) ma continuo a salire: adesso a +2+3m/s , e poco dopo sto (di nuovo) facendo i conti con il freddo a 1660m. …posso ripartire sono incredulo ma Felice, quindi punto verso il campo da golf di Soiano del Garda , che ricordo avermi dato tanto nel “cross dei Colori”, continuo a non crederci ma mi ricordo che nel marsupio ho la mia fotocamera digitale che altro non aspetta che essere testimone di questo cross ghiacciato, mi tolgo un guanto cercando di non perdere i pezzi, riesco a sfilare la fotocamera e ad agganciarla, quando arrivo quasi sopra il campo ho già perso700-800m.

hp photosmart 720

.e riprendo a salire, non tantissimo 1000-1100m perché il sole ormai non scalda più come prima e le condizioni si stanno spegnendo, allora VIA! Verso il porto di Lonato, ormai il grande lago di Garda (Bellissimo) è sotto di me, ma l’ ORA” (vento da sud ) tende a spingermi dentro il lago, allora cerco di raggiungere Desenzano puntando sud-ovest per via della deriva..

hp photosmart 720
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Scatto le ultime foto, sto scendendo a –2 –3m.s. , tento le mie ultime carte ma è tardi e neppure l’ultimo capannone stacca una termicuccia.

hp photosmart 720
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È proprio ora di scendere e vicino alla spiaggia, a poche centinaia di metri dal centro di Desenzano, c’è un bel campo che fa proprio al caso mio. Un buon atterraggio, nonostante le mani, la faccia e le gambe congelate, sono le 15,00,

hp photosmart 720

2 ore e mezzo di volo il primo di febbraio… che storia! e che super giornata!

Autostop fino all’autostrada, raccolto subito da John, un ragazzo di colore molto disponibile, da lì 2 min. dopo Gigliola e Mirco arrivano a recuperarmi,

poi siamo andati a Bedizzole a cercar di recuperare anche il mio salva vertebre nell’unico campo chiuso e recintato a filo spinato di Bedizzole.

Dedico questo volo a zio Vittorio che m’ha dato accanto a se una termica eccezionale.

……. WOW CHE GIORNATA!!!

hp photosmart 720

Winny

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