Tione TN

13 Maggio 2007

volo:1014-1015

PREMESSA:

Forse dovevo immaginarlo o temerlo, il fatto è, che è stato il Cross più sofferto, più rischioso

e Duro che io abbia mai fatto!.

In atterraggio dopo una breve colazione al bar, trovo Giulio, Panni, Sandrino e Mauri, stiamo già partendo, quando arriva anche Enri (il Bago) e dice che sta arrivando anche Cristina, attendiamo solo un’ attimo: lei e’ puntuale … come sempre. DAI DAI DAI… Panni non sale ; dice che ha degli impegni, così Sandrino, Mauri e Cry salgono con il Bago e Giulietto sale con me ed Eli che farà il recupero auto.

L’intenzione sia per me che per Giulio e’ ( se sarà buona ) di puntare a nord, dato che tira un bel vento da EST

anche se, come dice Mauri a nord chiamano vento forte, ed in caso … lui, preferisce puntare il lago d`Iseo.

E’ quasi l`una quando arriviamo in decollo e nessuno vuol perdere tempo ed iniziamo tutti la fremente preparazione.

Salda a già preparato il suo Delta e tra una cazzata e l`altra si sta preparando.

Decolla Giulio, (velocissimo come sempre nella preparazione) Sandrino, poi parte anche il Bago, lo segue un attimo dopo il Saldigno in un bel decollo col suo Delta e quasi al volo parto pure io, dopo la solita preparazione meticolosa: foulard, una maglia, tuta, marsupio, poi collego là il camcoder , il GPS ed il variometro poi finisco di stendere “Suzan”( la mia Vela ) , che freme anche lei per decollare, saluto Eli e mi imbrago.. cosciale destro ove per abitudine inserisco il cordino per non perdere il variometro, cosciale sinistro e pettorale, poi aggancio la prima bretella che e` sempre la sinistra, segue il maillon dell`acceleratore sinistro, poi la bretella destra e relativo acceleratore, alzo sopra la testa tutto il fascio funicolare di destra e mi giro di 180 gradi per assumere la posizione per un decollo alla francese.

Accendo il vario ed attivo la registrazione, la quota e` abbastanza corretta : segna 836m,

sgancio i comandi e con l`indice sinistro tengo il cordino del comando destro… SI! sono pronto per una nuova avventura, oggi e` fin troppo semplice decollare. Dietro a me e` quasi pronta Cristina, mentre Ale arriverà più tardi perché stacca alle 14 dal lavoro, decollo perfetto, attendo un` attimo ad entrare nell`imbrago

onde evitare rischi inutili, ma e` tutto a posto mi metto comodo e inizio la caccia, mentre gli altri hanno già 200-300metri sopra il decollo EST della Maddalena, non devo cercare molto: si sale un po` dappertutto, ed in pochi secondi ha inizio una specie di competizione a chi sale prima e più in alto, all`inizio c`e` Giulio, poi Mauri, poi Sandrino e cosi via un po` tutti hanno la meglio su qualcuno… l`unico che mi sembra in panne e che continua a grattare il costone e` il buon Bago; “oggi non è il suo giorno”.

Al ché saliamo non molto lontani più o meno fino a 1300 1400m. sia Giulio che Mauri son saliti meglio, vedo un paio di delta e Mauri bello alto che si dirigono ad Ovest, verso S. Onofrio, poi mentre poco più a nord ho beccato bene anch`io, attorno ai 1500metri vedo Giulio tornare abbastanza basso dal M. Dragoncello, i cumuli guardando Nord hanno un` aspetto potente ma non sembrano portati a degenerare e come era nelle mie intenzioni, penso che quando sarò salito in cima al cumulo che si sta formando sopra la mia testa, punterò dritto a Nord.

Ho raggiunto i 1700m. e sono ormai in base e visto che sono lontanissimo ormai da tutti quanti, decido di starci dentro e farmi tirare su nel mezzo di questo bel cumulo, … entro dentro, promettendomi di non starci più di 5minuti per evitare che si bagni la vela e diventi incontrollabile come già m`era successo tempo fa`, dopo 2minuti approfittando dell`ascensore che con +2+3 mi sta tirando su molto tranquillamente accendo il camcoder

per filmare anche l`interno delle nuvole, La mente continua a calcolare, l`occhio punta la bussola e l`infinito del nulla all`interno di questa nube che mi coccola dolcemente, mentre sono già salito oltre i 2000metri,

Un minuto dopo sono a 2117m. e visto che di bucare questo cumulo non se ne parla e temo di essere scarrocciato chissà dove, prendo la mia direzione e cerco di mantenerla …. NORD!

Pochi secondi dopo mi riappare il mondo, per fortuna.. si per fortuna perché: visto da fuori il cumulo che s`era formato mentre io salivo era in 3 minuti diventato immenso, e a colpo d`occhio visto da fuori si estendeva per oltre 2000m. sopra di dov`ero io. Subito mi ritrovo in forte discendenza, potrei evitarla Rientrando, e` alla mia destra e sotto di me c`e` Nave ma la coerenza mi tiene fuori visto che ho già una gran quota e lo spettacolo ha un fascino indescrivibile. Devo spostarmi verso Nord-Est per raggiungere la cima del M. Ucia e durante questo breve tragitto entro in un`altro cumulo che si sta formando e lo buco da sopra… si anche questo e` bellissimo! ma sto filmando tutto,, Che Bello! 20secondi e sono fuori sopra il Dragone ma subito dopo c`e` un`altro bel cumulo che sale da zia Ucia… lo punto dritto e deciso ad attraversarlo anche se sembra più grande del precedente, difatti ci vuole un paio di minuti per attraversarlo tutto ed ormai sono sulla verticale di zia Ucia, ( il Monte Ucia … in Confidenza…)

ho 1930m per raggiungere la Poffa ( Monte Paghera )su Barghe quindi tiro dritto, diretto ad Odolo e come previsto tra caino e le coste dei colli di S. Eusebio c`e` forte discendenza ma.. e` normale che sulle coste ho già perso più di 600m. ma poco più a Nord-Est scorgo di nuovo Giulio; che sta recuperando proprio alla fine delle coste di S. Eusebio penso che se accelero lo posso raggiungere, ma poco dopo proprio sopra le coste inizio a recuperare bene anch`io 4-500m senza troppa fatica, per ora mi bastano… e punto Giulio che e` già impegnato a guadagnare metri sulla Poffa, accelero ma solo un pelino dato che senza speed viaggio già oltre i 50km/h… non vorrei mai essere multato per eccesso di velocità… Approfitto del lungo traversone per sgranchirmi le braccia

potrei averne bisogno dopo… e spengo il camcoder, pochi minuti gustando il paesaggio e sono già su Barghe ignorando totalmente la Poffa avendo ancora 1300m. e saluto il Buon M. Colmo che mi da` subito una termica di benvenuto, mentre è un po’ che osservo Giulio; che sta grattando molto basso sotto la verticale del decollo, anzi adesso si sta portando verso sud per agevolare l`eventualità di un` atterraggio sul M. Colmo.

Tutto ciò e` molto strano perché io sto salendo e lui che e`un “manico” sta perdendo tutto, ma per fortuna era il risucchio della termica che stava spingendo me poco più a Sud, così quando arriva sotto di me anche Giulio inizia a salire, quando lui raggiunge la quota decollo, io sono Già a 1400m. buoni e mi bastano per raggiungere il Lago d`Idro in tutta tranquillità, ma vedo che in casina qualche brigante c`e` … grido,, li chiamo, e infine penso che non e` bello passare di lì senza salutare, cosi tiro una vite non troppo forte ed in un

attimo sono pronto per il Top, bellissimo, puntando Est e senza nessuna difficoltà nonostante l`intensità del vento sul decollo in quel momento.

Dopo un paio di minuti anche Giulio riesce ad atterrare sul decollo, è già qui una bella soddisfazione SI!

Ci sta giusto un bel bicchier d’acqua fresca e perché no … anche un dito di Antiturbo AA.

Li sul decollo ad accoglierci troviamo Giorgio , Isa, Donato, franzini (Fransi`) e Lidia.

La siesta e` breve giusto il tempo di una sigaretta durante lo scambio di opinioni sul com`e` stato fin lì e su come potrebbe essere il proseguimento fino sul lago d`Idro, sarebbe bello andare oltre ma io ostento alla calma,

nonostante la voglia di proseguire sia al limite e fremo per partire, Giorgio dice che ci seguirebbe volentieri ma deve fare un Biposto, poi dice a Giulio che con una giornata così si potrebbe forse arrivare a Pinzolo …

La mia vela (Suzan) agganciata solo all`imbrago, e` lì stesa e si fa` sentire sembra aver fretta anche lei di ridecollare così, torno a reimbragarmi e Giulio fa` lo stesso, attendo un` attimo qualche folata buona sono un po` basso, ma il decollo non e` male nonostante un`orecchia si sia chiusa, prendo quota già da subito senza allontanarmi dal decollo, un` attimo dopo e` fuori anche Giulio, e` bello, mi tranquillizza avere Giulio (il Guru dei Guru) come compagno di viaggio per questa nuova avventura, poi lui andando a Nord e` di casa e ne sa` certo più di tutti.

Continuo a salire… 1200, 1300, 1400 e Giulio sale con me sempre sulla verticale del decollo, poi` inizia a scarrocciarci verso Nord ma la quota per il traverso l`abbiamo già oltrepassata abbondantemente e continuiamo a salire… 1500m. 1600, 1700m. li io decido di partire dato che non mi dà più granché, poco dopo parte anche Giulio, e quando su Treviso bresciano giro ancora una termichetta, lui mi passa davanti puntando dapprima Crone, ed un` attimo dopo dritto verso la rocca d`Anfo, io osservo come un bambino tutti i suoi movimenti io da lui posso solo imparare, mi trovo come fossi nel bel mezzo di una lezione, .. lo seguo, ma mi imbatto in un`altra super termica che non mi lascio sfuggire, e` grandissima sopra Crone e mi ricorda tanto quella che mi portò oltre i 2500m. durante il cross Paolino… non e` uguale ma mi porta comunque ben oltre i 2000m. al che torno all`inseguimento di Giulio che sta recuperando quota sulla Rocca D`Anfo,

ci do di speed e con una velocità : 60-70km/h in 2-3 minuti lo raggiungo, poi la mia vela e` sicuramente più efficiente della sua, ma a lui non manca l`esperienza e… palle… “Sei forte Papà”!!! L’ho raggiunto ed ho perso molta quota,

proseguo oltre, ma lui fa` una delle mosse chiave di quel percorso: così di botto attraversa il lago dù’Idro puntando il M. Stino, non afferro bene perché lo fa`, secondo me` lo Stino e` in pieno sottovento, ma mentre io proseguo a Nord lui non perde granché così mi decido ad attraversare pure io, ma sono troppo avanti e la sensazione e` quella di essere aspirati dal basso … di precipitare in un -5 -6 che non ti molla, mentre il vario fischia disperato la mia discesa,,,

E` la seconda volta che attraverso il lago in quel punto, ed e` la seconda volta che mi mette in terra, tentando il tutto per tutto, aggancio il monte di fronte a me ma sono in pieno sottovento, e` del tutto inutile tentare di risalire in un rotore e non e` per niente piacevole e come diceva il mio “Ale” dietro Vesta c`e` solo l`aperitivo delle valli Giudicarie. La premessa e` presto fatta… devo scappare da lì finché sono in tempo, così senza avvicinarmi troppo al costone, tento ancora una volta un po` di risalita in quella che sembra (come dice Giulio) un classico esempio di “controtermica di sopravento” , si si ma non mi serve ad altro che a ballare ed a lottare per cercar di domare la vela che non sta ferma un` attimo e quando mi giro per dare spalle al pendio vado a circa 10km/h però all`indietro; a mo di gambero allora scappo via anche da li ormai penso che andrò ad atterrare a Storo… vedo Giulio sulla Rocca Pagana che con movimenti in purissimo stile “GRANCHIO” ha già recuperato 3-400m. però lui aveva agganciato ad una quota decente. Io arrivo lì velocissimo ma anche molto basso, sono al di sotto della chiesetta su Storo ed avrò si e no 150metri dai tetti delle case, mi avvicino e mi giro ad una ventina di metri dalle rocce di quel costone cosi ripido mi dico okkio Winny che ora ricomincia il Rodeo lo so` e lo temo, ma c`e` attrazione per quei posti e devo almeno tentare,

la videocamera continua a filmare e lo spettacolo a avvincente e, sono sicuro che se non ci fosse stato Giulio oggi il mio volo finiva a Storo.

Fatto sta che nel girarmi mi ritrovo di nuovo inchiodato fermo come fossi posteggiato dentro un` ascensore, temo in ogni istante una nuova chiusura, ma oltre a qualche… “svoltolone” e qualche orecchietta non fa`, però continua pian piano a tirarmi su , E` calma apparente devo stare in campana! me lo ripeto 100 volte ed e` un continuo correggere sui comandi.

Pian piano recupero i 1000m 1100, 1200, 1300,1400m. e Giulio sale con lo stesso ritmo, sempre quei 3-400m. sopra di me. Poi lo perdo di vista perché salendo s`e` spostato nel cucchiaio ad Est della Rocca Pagana ma salgo un`altro po` e lo rifocalizzo ho superato quota 1600m. ma per la vetta della Pagana devo insistere ancora, e pian piano inizio a spostarmi anch`io verso Nord-Est ma Giulio che mi pare sia già oltre i 2200m. ormai mi da le spalle e parte come un missile, e` ben al di sopra le creste ad est delle valli Giudicarie ed e` deciso

come sempre, … sembra sapere ciò che sta facendo,,, lui, ma io che ormai ho superato i 1900m. non lo vedo bene, anzi quello che vedo io dalla mia quota pare tanto un suicidio, io non scorgo vie di fuga ad est di quelle creste, ma non ho calcolato la piana del lago di Ledro, eppoi mi sono stabilizzato poco oltre i 1900m. ed ho smesso di salire, guardo ancora Giulio ormai lontano e vedo che e` quasi in fondo alle Giudicarie, ma noto anche troppe cime che lo circondano, penso che non c`e` la posso fare se non prendo ancora un po` di quota, cerco disperatamente ma sono in balia di un vento troppo forte che non mi lascia rientrare là dove prima salivo.

Devo prendere una decisione e devo fare in fretta prima che di trovarmi in condizioni più critiche, si perché adesso sono finito all`indietro in un rotore e sebbene sono più alto della Rocca Pagana per circa 200m. se seguo Giulio e parto, con 300m. in meno temo che mi spiattellero` contro le rocce oppure tentare la via di fuga buttandomi nelle valli Giudicarie ben cosciente che potrei rimanere in Balia dei sottoventi fin oltre la meta valle, ed i rotori saranno sicuramente violenti, decidi Winny DECIDITI!!! >>ZZO! e becco una piccola asimmetrica SI! attraverserò “dai su c`e` la puoi fare” (mi ripeto)… non e` la prima volta nelle Giudicarie, ma stavolta c`e` un vento troppo forte, inizia a squillarmi anche il cellulare; è Ale, ma non posso rispondere non ho un’ attimo di tregua… mi ripeto che c`e` la posso fare e penso che ormai sono in una posizione troppo pericolosa. DECISO! giro la vela in direzione Nord-ovest, do una controllata alla maniglia dell`Emergenza….. si-si penso proprio che questa volta mi potrà servire… quella che ho appena preso e` una decisione tanto discutibile quanto si rivelerà “poi” sbagliata… maa lascio il comando destro solo un attimo ancora per allargare la presa della maniglia dell`emergenza, in modo da poterla afferrare meglio qualora servisse ( forse L`aircone m`avrebbe dato più sicurezza). ma ormai sono partito ……………………………………… ……………………………………..

non passano 10 secondi da quando supero la cresta che già e` iniziato un nuovo rodeo, Mamma santissima, sono freddo si, ma stavolta e ancora per qualche minuto vorrei tanto non essere lì,,, classico: nel posto sbagliato nel momento sbagliato, avevo già pregato e ringraziato il mio Signore per la gioia d’un`ora prima, e per la stupenda giornata che si era rivelata, ma ora stavo pregando che mi mettesse in terra tutto intero…. sto pregando e riflettendo sul poi, e nel frattempo Suzan sembra un cavallo imbizzarrito, e` un continuo tenerla per le raffiche che richiedono correzioni continue per tentare di mantenere in asse la vela, ma sono mosse automatiche,

istintive, non le penso (anche perché non ne avrei il tempo), le eseguo e basta cerco solo di non esagerare sulle correzioni anche questo mi genera emozione, la velocità istintiva… che storia… e mi vengono in mente tante nozioni impartite dal Grande Michael Nesler istruttore Siv e Acro sono io il pendolo sotto la vela, devo domarla! non farla incazzare sono convinto che se non sovracorreggo più che chiudersi non farà, mi serve solo lo spazio per riaprirla, ma più che qualche asimmetrica max al 40% non fa`. Fiuuuuu.

Saranno passati si e no 3minuti ma sembravano interminabili e finalmente ho superato il centro valle, il che mi concede un paio di minuti un poco più rilassanti, nonostante la velocità mai vista prima che dichiara il mio Gps: sto viaggiando in direzione Nord ad oltre 70km/h e non tocco l`acceleratore… chissà come dev`essere in fondo alla valle, chiaramente l`altitudine dei paesi sottostanti e` più elevata perché con 1200m di quota residua del traversone non mi sento poi cosi in alto, poi ci sono i monti attorno a me tutti oltre i 2000m.

Vedo anche il versante Nord del Passo Maniva ancora un pò innevato, CHE SPETTACOLO!,

ora sto raggiungendo il M. Grotta Rossa che sembra un buon appiglio ma non mi devo avvicinare troppo data la velocità. mi concentro! sono già concentrato,,, allora mi concentro DI PIU` DI PIU`!!! virata secca e come previsto sto andando indietro come il solito Gambero, punto l`acceleratore e torno a salire 3-400m. a Granchio (oggi si mangia pesce)…(fritto)… Veramente non ho pranzato ma non sento fame ne sete, cerco solo di dominare una situazione critica dal mio punto di vista, chiaramente, se mi portassi ora in centro valle

potrei probabilmente superare da diga di Prosnavalle, ma nonostante tutto tengo botta e passo basso su “Prezzo” un bel paesello poco prima della diga, avanzo veloce ma di volta in volta perdo anche molta quota, sto già iniziando a calcolare possibili atterraggi di fortuna, ma devo far i conti con questo vento, penso di tutto ma la cosa che mi può dare più tranquillità e` certamente l`ipotesi di mettermi in controvento ed atterrare in piedi sull`acceleratore lasciandomi trascinare nelle piante; forse non sarebbe il più bello degli atterraggi ma aumenterei le probabilità di cavarmela con poco…

La concentrazione non m’impedisce di gustare con gli occhi i vari paeselli che da lassù son sempre un bel vedere : Condino, Cimego e proseguendo come un fulmine, aggancio anche la parete che da a Sud del Dosso dei morti che dà sul paese Daone dove inizia la valle che ne porta il nome, sono molto basso ma ho ancora voglia di lottare, e di nuovo a Granchio mi lascio tirare su in un +2+3 quasi costante, le piccole chiusure ormai non le conto più, la vela ormai ripete scossoni e imbardate continue, ma sto salendo e man mano che prendo quota mi rassicuro, 1400m. 1500 1600m. se mi mollasse qui potrei planare fino a Roncone senza problemi (che non tarderebbero)… penso. Ma continuo a salire e sono già sulla parte spelata del Dosso dei morti qui e` bellissimo ed invitante che vien proprio voglia di far Top tanto e` bello e pulito, sto ancora salendo bene anche se ogni 3 x 2 vado all’indietro e temo di non riuscire a recuperare la via di fuga che mantengo sulla valle.

Sto superando nuovamente i 2000metri quando squilla di nuovo il telefonino… e` ancora “Ale” …

prima non ero riuscito a rispondere, ero un po` impegnato a tener aperta la vela, ma ora ho ripreso una quota ottimale, sono inchiodato che sembro dipinto nel Blu e con mossa rapida apro il flip del cellulare, attivando il vivavoce:<< mi chiede dove sono,,, gli rispondo che sono alto sopra Roncone ed aggiungo che Giulio; altissimo e` già andato ben oltre, Ale si complimenta e mi incita a tener DURO!>> Ridendo stupito perche dice che sono l`unico che risponde al cellulare quando e` a 2000m. tanto più che mi trovo nel bel mezzo delle Giudicarie e con venti a 50km/h, sono davvero contento d`aver sentito una voce amica… ne avevo bisogno soprattutto ora che sembra stia aumentando l`intensità del vento, infatti mentre prima a tratti qualche metro lo guadagnavo, ora vado solo indietro, accidenti forse e` il caso che molli il Dosso dei Morti e cerchi di completare le Giudicarie…

oramai dovrei farcela senza prendere più quota se Dio mi assiste, anche se perdo quota velocemente ed il Gps ora sembra impazzito: mi dice che sto viaggiando oltre gli 87km/h, non riesco a guardarlo, sto pensando 1000 cose :<< e se non riesco a scollinare Breguzzo? Si mi butterò nelle piante ormai la vedo come unica soluzione. Sono ancora sopra Roncone e cerco di mantenere anche un po` di quota avvicinandomi ma non troppo al pendio di Nord-Ovest guardo L`atterraggio usato l`8 Ottobre scorso a Roncone e anche se avanzo come un aereo non sono tranquillo per niente, sono concentrato ma questa volta non anticipo un`asimmetrica violenta che diventa un frontale (stai calmo!) STAI CALMO!!! (mi ordino) mentre cado una ventina di metri, resto dritto nella mia imbragatura ,… so che si riapre lo so e` un` attimo, si riapre è un po’ scomposta la semiala sinistra ma va bene così, WOW che botta, non ho che una trentina di metri dalle piante però ora ho quasi mezza vela aperta…

sono freddissimo e non la lascio roteare come vorrebbe lei, altrimenti va bene che sotto ho le piante e che attutirebbero l`impatto maa.. non ne ho proprio voglia… punto ad allontanarmi dalla costa del monte e cerco di dare delle pompate col comando destro per riaprire l`asimmetrica che è rimasta un po’ incravattata, sono secondi preziosi e li vivo intensamente, si apre ma continuo a pensare che la cosa più sicura sarebbe mettermi in controvento e all`indietro lasciarmi entrare nelle piante…

(ormai sono a Nord di Bondo) Davanti agli occhi vedo ormai tutta la vallata di

Tione che essendo cosi bella grande e aperta, dovrebbe anche ridarmi tranquillità, diminuire il vento e bla e bla e blabla,,, supero Breguzzo e nonostante la quota brillante punto qualche possibile atterraggio, l`attravesare Tione mi da sollievo tanto che punto il monte Toff. che divide le due valli che ora mi trovo di fronte.

Credo che forse avvicinandomi mi tirerà su, ma quando provo ad avvicinarlo (e gli sono ancora a più di 300m.)

inizio a ballare maaa no poco… eccheccaspita e` una papina di qua` e una papina di là questa volta vuoi la stanchezza, vuoi quello che vuoi…, vuoi che sono sazio il fatto resta che getto la spugna e vado in fuga sulla destra, che mi sembra più tranquilla come zona, … ma anche stavolta sbaglio, ho ancora circa 200m. da terra e punto Est cercando quello che può essere un buon campo per atterrare, considerando che il vento non s`e` per niente placato come invece io speravo entrando nella valle aperta di Tione, avanzo veloce ancora un poco fin dopo Bolbeno (piccola frazione ad Est di Tione) dove ci sono dei bei campi, ma purtroppo ci sono anche parecchie linee elettriche, alcune piccine ma altre enormi, dato il vento non sono messo bene… ma un bel campo l`ho trovato verde ma non troppo e lontano dalla linea GRANDE.

150m. ancora da smaltire, IL VIAGGIO E` FINITO MA IL VOLO NO!

Mi giro in fronte vento e con un pelino di acceleratore riesco a non arretrare troppo, sto ballando come non mai… mi sento tanto uno Jo-Jo, cerco di smaltire, prima tirando giù le Orecchie a Suzan ma ora oltre a ballare sono arretrato troppo e riavvicinato alla grande linea elettrica, riapro le orecchie e cerco di allontanarmi di nuovo dalla linea Grande, sono concentratissimo, sono in balia del vento ma stavolta e` un frontale che mi abbatte la vela ed ho poco più di 50metri dal suolo…………………e` poco,

io cerco la calma in tutti i miei pori, cado per una quindicina di metri e come speravo Suzan si riapre, lo fa` con violenza, io pizzico solo i comandi per limitare le imbardate e mi ritrovo di nuovo sparato a circa 70m. da terra HO PAURA! stavolta ho proprio Paura!

La forte folata di vento m`ha sbalzato ora proprio sopra la linea piccola che costeggia una zona ciclabile, il mio campo d`atterraggio ormai non e` più raggiungibile cosi devo cercare almeno di spostarmi 50-100m. più a nord, per entrare almeno nel campo arato penso di tutto DI TUTTO! L`importante e` tenere in pressione la vela il che non e` uno scherzo… ma ormai ci sono e devo tentare, prima che un`altra folata mi sbalzi chissà dove, ed in un gesto quasi automatico infilo il piede destro tra la prima e la seconda pedalina dell`acceleratore e con un` innesco che non ha niente a che spartire con la dolcezza inizio una vite, non fortissima, ma mi deve portare in terra! solo questo ho in mente ora: devo arrivare in terra con la vela gonfia!!!

Viti ne` ho fatte davvero tante da che volo, ed acrobazie d`ogni genere, ma mai senza una quota di sicurezza

oppure un bel lago sotto di me, ma ora avevo deciso di arrivare in terra con quest`ultima estrema manovra, So’ che mi farò male ma devo portarla a casa.

La velocità della manovra annulla automaticamente tutto il resto… ora siamo solo io e Suzan con soli 30-40metri da buttare giù, faccio un giro di spirale e non concludo il secondo che sto già livellando a 2-3metri da terra, con la bandella sinistra che sfiora il terreno, alzo il piede destro, un attimo prima che potesse partire con il beccheggio, e sollevando la pedalina aggancio col piede sinistro diretto sulla seconda pedalina affondo con tutta la forza che m`e rimasta…… la vela non picchia, avanza qualche metro per inerzia, e` una sensazione forte, sono pronto a stallare se prova a strapparmi su di nuovo, sono Felice e consapevole che più di tanto ormai non mi può succedere grazie a Dio. non tocco i freni per non farmi sparare all’indietro e mi appoggia dolcemente con la bella Suzan completamente aperta sopra la mia testa, la guardo giusto un paio di secondi prima di abbatterla con una piccola corsa verso di lei, non riesco a crederci: E FINITA!

Ho goduto tanto e tanto ho sofferto, ma sto bene e mi viene istintivo inginocchiarmi, li in mezzo a quel campo arato, senza essermi ancora tolto l`imbragatura ne sganciato la vela per ringraziare il mio signore che oggi mi ha davvero voluto concedere tanto.

Faccio la vela a fiocco e mi sposto ai bordi del campo arato da dove spuntano ordinati i primi germogli, il vento non s`e` ancora placato tanto che sembra strapparmi la vela dalle mani, tempo di sbragarmi appoggiare l`imbrago sulla vela per non farla volare via e subito il pensiero si rimette in moto e va a Giulio e già… dove sarà? stara bene? LO CHIAMO… SUBITO!……..il suo telefono suona…….. una…..due…… tre……quattro…… cinque squilli…..

Finalmente risponde, ero in ansia e la sua voce mi rinfranca totalmente gli chiedo:

<< tutto bene? >>

lui: << se se tot be, n`do set riat che to ist spaciat, >>

io: << Tione…, volevo solo sapere che stavi bene >>

lui: << se se go sa fat so, ades me se n`camine che ise fo du pas, go sa sintit Sergio che le sa partit a vignim a to, . ciamel e diga de fermas a catat so po a te >>

io: << ok ok grasie l’ ciame subit ciao >>

lui:<< Ciao >>

ORA SONO FELICE, TRANQUILLO E TRA UN ATTIMO INIZIERO`A RILASSARMI!

guardo il telefono : 8 CHIAMATE PERSE… Eli, Ale e Mauri, cosi chiamo Ale per raccontargli LA STORIA, lui si complimenta alla grande e mi dice che se mi serve il recupero parte subito e mi viene a prendere, lo ringrazio e gli dico che Sergio e` già in viaggio per recuperarci.

poi chiamo Eli che nel frattempo e` andata a casa, e le dico che e` tutto a posto anche per il recupero.

chiamo anche Mauri che mi dice:<< te se mat >><< BRAO..BRAO>>e si complimenta, anche per lui oggi e` stato un gran giorno, ha fatto : andata e ritorno da Sale Marasino ma non me lo dice per modestia ( infatti lo saprò domani ).

Bene ora cerco invano di piegare la vela ma con questo vento e` impossibile e dopo un po` ci rinuncio, l`arrotolo come si fa quando si e` in zattera sul lago : afferrando un lembo ed arrotolandoselo velocemente attorno al braccio percorrendo di corsa tutta la lunghezza della vela e formando un bel salsicciotto, chiaramente una volta a casa dovrò riaprirla e ripiegarla correttamente, ma per ora va bene così.

Spengo Gps ed il Variometro e ricompongo alla meglio tutta l`attrezzatura nella sacca, tiro bene i lacci indosso il marsupio, metto la vela a spalle e m`incammino verso la pista ciclabile diretto verso Tione, chiedo indicazioni a due ciclisti e vado, poco dopo trovo una serie di sculture in legno a grandezza naturale, molto belle, le fotografo e riparto, poco dopo incrocio due passanti a cui chiedo la via più breve, ma mi rispondono con chiaro accento pugliese che non sanno ,,,, perché ,,,uue ,,, va beh ringrazio comunque e me ne vado.

Dopo un paio di km incrocio un`altro passante anzi una specie di armadio a 6 ante mi fermo, lo invito a fermarsi e anche a lui chiedo come fare per arrivare alla rotonda di Tione il più brevemente possibile, lui mi guarda e non dice niente, ma sembra attento… allora aggiungo si perche ho lo zaino pesante heee…. lui mi guarda e dopo un` attimo di silenzio stringe le labbra forte, scuote la testa negativamente e allargando le braccia in senso di sconforto si allontana cosi…. senza aver detto una sola parola. Sono allibito e mi vien da ridere, così proseguo pensando: “forse e` muto”

Dopo un po` dopo una salita chiedo ad un`automobilista che mi risponde molto chiaramente anche se con chiaro accento Siciliano… ma pensa te… eppure sono sicuro di essere in provincia di Trento boh. Comunque finalmente arrivo vicino alla chiesa di Tione e visto che sto sudando e c`e` un bel marciapiede mi fermo lì che tanto Sergio da lì deve passare, non vedo l`ora di accendermi una sigaretta con la solita mezza fischerman.

Ora inizio a sentire la tensione sul collo tempo di accendere la paina e far un paio di tiri che da un`auto guidata da una signora,, una voce maschile vicino a lei mi chiama :<< heii ciao BBellooo >> E` GIULIO!?!

Che come al solito gli e` bastato esporre il suo pollicione magico per farsi raccogliere per di più stavolta, mi racconta che la signora s`e` fermata mentre lui era seduto su di un a panchina, con il braccio destro appoggiato alla sacca della vela con il pollice alzato, mentre con l`altra mano agevolava un rilassante pisino con il Giulius metod “patented”…… che pochi conoscono ma che garantisce efficacia e discrezione. E’ un grande!! davvero! mi alzo e lo raggiungo dall`altra parte della strada dopo il semaforo, ci abbracciamo e gli faccio complimenti chiamandolo PAPA` ridiamo scatto alcune foto mentre ci raccontiamo tutti i momenti salienti del cross e` bellissimo aver diviso con il Guru dei Guru questa esperienza, gli dico che se non c`era lui non avrei rischiato tanto, lui dice lo stesso di me in pratica ci siamo fatti forza a vicenda, fino alla porta delle Giudicarie dove le strade si sono divise, lui mi spiega il perché e il percome delle sue scelte mentre si toglie gli scarponi, le calze e indossa i sandali,

E` FELICE! forse più di me, sono anni che non ritornava in quelle valli tra quei monti in volo, e` al settimo cielo ed e` ancora il numero 1 lui con i suoi 57anni57 , e ancora con la voglia, la testa e la forza di rimettersi in discussione, e nei momenti critici del suo volo (mi diceva) domandandosi:<< Giulio perché lo fai…? si rispondeva: << PERCHE` MA PIAS`!!!>>

Intanto ci incamminiamo fin oltre la rotonda di Tione per andare incontro un po` a Sergio, che dopo pochi minuti arriva col furgoncino Rosso, ha fatto un bel viaggetto per venire a recuperare, ma il peggio e` il ritorno…

si perché si ritrova costretto ad ascoltare due passeggeri felici, che continuano a stressarlo con tutte le esperienze di quella giornata davvero speciale.

La giornata si conclude con l`arrivo all`EPAS (noto ritrovo di volatili) tra i complimenti degli altri piloti, io faccio vedere parte dei filmati fatti durante il Cross, poi qualche aperitivo per festeggiare.

E` stata davvero dura oggi ma ne` valsa la pena. per me il cross più lungo fino ad oggi: totale da Gps: 106km. in linea 70km. per un valore di 102 punti che varranno il primato di Maggio per l`XC LEONESSA.

Totale 2ore e 54minuti di volo effettivo.

ma la cosa più incredibile e stata la velocità massima rilevata dal Gps: 87.8km/h pazzesco!!! ma Vero!

E IO C’ERO!!!

Grazie Sergio; per il recupero,

Grazie Giulio; per le dritte e le rovescie,

Grazie Ale : per le telefonate,

Grazie Signore ; per la forza e la lucidità che m`hai donato oggi.

Questo Cross, il più impegnativo in assoluto fino ad oggi lo dedico a chi di forza ora ne ha davvero bisogno.

Franco… (Piombino)… oggi ti ho portato in volo con me!

torna presto!

Winny6

Cross: “Paolino”….

Andata e ritorno dalla val Vestino

Domenica 24 marzo 2002

Ore 12.15: sono in decollo alla Est della Maddalena, pronto a decollare; ho sistemato anche la videocamera sull’imbrago, spero non mi dia problemi di manovrabilità. Accendo il vario, mi ricontrollo l’imbragatura e sono pronto, gonfio la vela ma una folata me la sposta sulla sinistra e sono costretto a riprovare, ripeto il gonfiaggio ma, fortunatamente, chi mi sta controllando si accorge che qualcosa non va e grida: “al nodo”! Era un rametto incastrato tra i cordini, me lo tolgono. Ora la vela è a posto e riesco a decollare.

Praticamente già da subito inizio a prendere quota: 900-1000-1100 metri; ma, tanto velocemente salgo, tanto velocemente un minuto dopo ho perso tutto e mi ritrovo a 800 metri

a ricominciare tutto da capo.

Riprendo a girare , mi trovo anche faccia a faccia con Panny che ha “beccato”, non vuol mollare un cm e mi punta dritto, costringendomi ad una forte virata per evitare la collisione, lui non fa una piega…

Ma oggi la fortuna è dalla mia e dopo 5 minuti sono lassù a 1700m, solo il Roman ha “beccato”meglio di me ed è gia partito per il suo Cross diretto verso il monte Magno , lo osservo per un po’, ma poco dopo lo vedo perdere quota , le condizioni sono iniziate da poco e ci sono evidentemente molti buchi ma decido ugualmente di partire per il mio cross sfruttando però una via più dinamica: rimango attaccato ancora per un po’ alle sottane della Maddalena, poi mi dirigo verso il Dragoncello, ma ci arrivo basso e vedo il Roman che ha fatto un recupero eccezionale e s’è portato più o meno a 2000m, comincio a capire che ce ne sarà per tutti! Infatti il Dragoncello mi riporta a 1500m, trampolino di lancio per il monte Ucia che mi lancerà poi fino a 2470m facendomi annullare il mio precedente record

( 2200m un anno fa con l’epsilon2).

Ormai credo di poter arrivare a Barghe in planata, ma non è cosi; prima di Odolo ho già perso più di 1000m ma la termica delle ferriere mi riporta a 1800m e posso proseguire.

Scavalco il monte Poffe con 1100m in forte discendenza e, sopra l’atterraggio di Barghe, sono a meno di 900m, spero ormai che il monte Colmo mi dia una mano…. Mi avvicino e lui che vuole bene a tutti mi tende la mano e mi riporta in quota.

Nel frattempo i ragazzi della casina sul monte Colmo mi hanno visto arrivare e iniziano a stendere le vele,

Macho è il primo a decollare e si porta là dove m’ ha visto prendere quota ed inizia a salire come un missile.

Io a 1600m ho deciso di proseguire verso il lago d’ Idro , ma come pensavo dietro il monte Colmo mi aspetta una forte discendenza che non mi molla fino sopra Crone….. penso ormai che dovrò atterrare lì, ma come gli arrivo sopra trovo una termica gigantesca: è ovunque!!! +4 +5 +8 : non so, il mio il mio vario oltre +5m/sec. non dice… fischia solo! In pochi minuti mi ritrovo a non più dover decidere se stare a destra o a sinistra del lago d’Idro , perché ci sono sopra a ben oltre 2500m, allora ci sto in mezzo fino in Vesta, quando mi accorgo che sulla mia sinistra poco più avanti c’è un altro laghetto … tra il lago d’Idro e il grande lago di Garda, che ho visto per tutto il viaggio alla mia destra.

Io pensavo fosse il lago di Ledro, ma mi sbagliavo alla grande… era il laghetto formato dalla diga di val Vestino . Cerco di arrivarci sopra, tanto con la quota che ho non mi preoccupo, vado dove voglio… ( è un modo di dire…) ma da un po’ sto osservando i cumuli altissimi sopra di me che molto velocemente si spostano verso Sud. Che strano… tutto il viaggio m’ha spinto una deriva abbastanza forte da Est!!!

Cerco di gustarmi quello splendido panorama con le Alpi ancora innevate e i 3 laghi sotto di me , è indescrivibile! Quando però un’altra enorme termica mi fa suo, accidenti! Non posso credere a tanta manna che oggi mi arriva dal cielo e mi porta a 3130m, ma a quella quota sono entrato in pieno nella corrente di Nord

Vedo lentamente che il laghetto si allontana da me come pure le favolose creste innevate .

E’ come se Dio avesse deciso per me e mi avesse detto:” BENE! Ora si torna a casa!”.

Già … solo l’idea mi esaltava ma cercavo di non perdere la concentrazione, la videocamera era scarica già da un po’ ed io cominciavo a non connettere più, l’imbrago m’aveva dato problemi fin dall’inizio, le mani e i piedi erano congelati e mi facevano male, li sbattevo di tanto in tanto per riprendermi ma non bastava, tra l’altro avevo fame, non avevo pranzato,

ero disidratato, ( avevo dimenticato l’acqua) ed ero già in aria da quasi 3 ore.

Ma se volevo arrivare ne avevo ancora per un bel po’ . Ero ancora a 3000m quando sono arrivato sopra Salò – Gavardo ed avrei voluto tirare uno stallo fino in terra, ma ormai vedevo bene la Maddalena e la voglia di arrivare era veramente tanta, tra l’altro non accennavo a perdere quota, così ho tirato giù le orecchie e lo speed al massimo anche se le gambe mi facevano molto male, ho stretto i denti e ho continuato per la via di casa, non potevo mollare adesso che già distinguevo il decollo Est dell’amata Maddalena.

Avevo ancora più di 2000m quando sono passato sul decollo Est. Ho tirato dritto attraversando la val Carrobbio che, come immaginavo, mi avrebbe dato un po’ di “pappine” ma mi avrebbe fatto smaltire un po’ di quota.

Sopra il decollo Sud avevo ancora 1200m, ma ormai mi sentivo a casa, distinguevo già alcune vele in atterraggio, avevo voglia di abbracciare qualcuno, volevo ridere, volevo piangere e magari fare pipì e fumarmi una sigaretta.

Avrei potuto, a quel punto, tirare una vite fino in terra, giusto per smaltire gli ultimi

700-800m ma non me la sentivo proprio e non ho mollato le orecchie fino al momento dell’atterraggio: ero stanco… non avevo mai fatto voli così lunghi, nè ero stato mai al di sopra dei 2200m in volo.

Sono atterrato alle 15,30 dopo 3ore e 15min. di volo, stanchissimo e congelato,

MA CE L’ HO FATTA!!!,

Subito tutti gli Amici volatili si sono avvicinati a me, quasi non ci credevo neppure io,

Pauli’ mi ha abbracciato per primo istintivamente,

poi anche tutti gli altri si congratulavano, non sapevo che dire, in fondo io ci ho messo solo un po’ di tenacia, ma chi sta nei cieli da sempre e la fortuna ( tanta fortuna ) hanno fatto tutto il resto.

Dedico questo volo a “Pauli'”, che tu possa presto tornare a volare con noi!

Voglio ringraziare: Tiziano (il maestro), Ale (il guru) e Pauli x l’abbraccio sincero

Winny6

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